Love your Body, it is Your Temple. Yoga Sutra 2.16: Pain that Has Not yet Come is Avoidable

Love your Body, it is Your Temple. 

This pose is a slightly modified version of Heron Pose or Krounchasana. In fact, the leg that is on the floor should be in Hero pose, put on the side. I normally practice the full pose, but as I told you a couple of days ago, my sciatic nerve is giving me some problems these days and I am trying to adjust my practice so that it becomes gentle and therapeutic. 

In other words, I am trying to put Yoga Sutra number 2.16 into practice. 

 

The Sutra says: “Heyam Duhkham Anagatam” which means: Pain that Has Not yet Come is Avoidable.

 

You should always work hard, put effort into your practice, may this be physical or mental. However, you should not push yourself over the limit, to the point you hurt. You should always practice self-love and self-ahimsa, non-violence. Often, we are afraid of losing what we have gained, and we are ready to suffer and endure to have it back, RIGHT NOW. sometimes, we need to stop. We need to avoid the pain that hasn’t come yet. 

I practice to love my body, not to punish it. Do it too: practice self-love: work hard, without pushing yourself over the limit. The edge is enough and it’s there for a reason!

Be kind to yourself and be a kind stranger.

Heron Pose

Ama il tuo corpo, è il tuo tempio.

Questa posa è una versione leggermente modificata della Posa dell’Airone o Krounchasana. In teoria, la gamba di terra dovrebbe essere nella posa dell’ Eroe, posta sul lato. Solitamente pratico la posa completa, ma come vi ho detto un paio di giorni fa, il mio nervo sciatico mi sta dando dei problemi in questi giorni e sto cercando di adattare la mia pratica in modo che diventi dolce e terapeutica.

In altre parole, sto cercando di mettere in pratica lo Yoga Sutra numero 2.16.

 

Il Sutra dice: “Heyam Duhkham Anagatam” che significa: Il dolore che non è ancora arrivato è evitabile.

 

Si dovrebbe sempre lavorare duramente, mettere impegno nella pratica, sia che questa sia fisica o mentale. Tuttavia, non si dovrebbe spingersi oltre il limite, fino al punto di ferirsi. Si dovrebbe sempre praticare l’amor proprio e l’ahimsa verso se stessi, la non violenza. Spesso, non riusciamo perché abbiamo paura di perdere ciò che abbiamo guadagnato, e siamo pronti a soffrire e sopportare di tutto pur di averlo indietro, IMMEDIATAMENTE. a volte, bisogna lasciar stare per evitare il dolore evitabile, quello che non è ancora arrivato.

Oggi cerco di amare il mio corpo, e non di punirlo. Fatelo con me: praticate l’amor proprio. Lavorate sodo, senza spingervi oltre il limite. Stare sul limite infatti è sufficiente, ed è lì per un motivo!

 

Sii gentile con te stesso e sii un gentile estraneo.

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